Paky Di Maio trionfa al Festival Teatrale di Borgio Verezzi con il Premio Mulino Fenicio per la scenografia sonora di “Moby Dick”
Paky Di Maio si è distinto con un riconoscimento straordinario al 58° Festival Teatrale di Borgio Verezzi, aggiudicandosi il prestigioso Premio Mulino Fenicio grazie alla sua innovativa scenografia sonora nello spettacolo Moby Dick. Un viaggio nelle profondità dell’animo umano, diretto e interpretato da Alessandro Preziosi.
Consegnato sabato 19 luglio 2025 nella suggestiva cornice di piazza Sant’Agostino, questo premio rappresenta un momento storico per il teatro contemporaneo, valorizzando l’arte sonora come protagonista imprescindibile dell’esperienza scenica. Tradizionalmente riservato alla scenografia visiva, il riconoscimento viene quest’anno assegnato a Di Maio: «Premiamo un artista il cui talento trascende le note, un creatore di mondi invisibili che prendono vita attraverso l’udito», ha dichiarato il direttore artistico Maximilian Nisi, sottolineandone la capacità di trasformare il suono in un’architettura acustica immersiva. Un’arte capace di amplificare intensamente parole, movimenti ed emozioni degli attori, guidando lo spettatore in un viaggio sensoriale e interiore.
La sonorizzazione live elettroacustica di Moby Dick diventa il cuore pulsante della narrazione, scandendo il delicato equilibrio tra luce e oscurità, bene e male, rimpianto, ossessione e speranza che attraversano il capolavoro di Melville. Attraverso l’integrazione di musica elettronica e ambientale, Di Maio costruisce un paesaggio emotivo sonoro unico, fondamentale per esaltare la potenza simbolica e filosofica dell’opera.
La sua sapiente sonorizzazione amplifica la condizione umana, oscillante tra rimpianto, struggimento e ricerca incessante di speranza. Racconta la resistenza dell’uomo, la sua capacità di affrontare le tenebre e di trovare una luce trasformativa nel buio più profondo, offrendo così una nuova, intensa interpretazione di Moby Dick come viaggio nell’animo umano al di là dell’avventura.
Il premio è stato arricchito dall’opera d’arte contemporanea sul tema del “confine”, realizzata da Gioele Sasha Staltari, vincitore del contest “B’ART – Battaglia d’arte in Borg(i)o”. Questo simbolo celebra l’interconnessione tra arti visive e sonore, mettendo in luce la sensibilità creativa di Di Maio nel sondare i limiti invisibili dell’animo umano attraverso paesaggi sonori che evocano spazi liminali dove opposti e sfumature si incontrano e si svelano.
Nel panorama culturale italiano, il Festival Teatrale di Borgio Verezzi conferma il proprio ruolo di piattaforma d’eccellenza, luogo di dialogo tra tradizione e innovazione. Con 24 spettacoli e 11 prime nazionali, premia artisti visionari come Paky Di Maio. Il Premio Mulino Fenicio, assegnato per la prima volta a una scenografia sonora, segna una svolta epocale, posizionando Di Maio come punto di riferimento nell’evoluzione linguistica del teatro contemporaneo, elevando il suono al pari dell’immagine e del gesto scenico.
Per Paky Di Maio, questo riconoscimento rappresenta una tappa fondamentale e una consacrazione artistica, ampliando la sua autorevolezza e aprendo nuovi orizzonti di collaborazione interdisciplinare. La sua capacità di fondere musica elettronica, suoni dal vivo e narrazione scenica lo consacra come innovatore di straordinaria rilevanza e promessa nel panorama della musica per il teatro italiano.
In Moby Dick, il progetto sonoro va oltre il semplice accompagnamento, trasformandosi in un paesaggio emozionale che guida lo spettatore nelle profondità psicologiche e filosofiche dell’opera. La sapiente orchestrazione di suoni elettronici e ambientali rende palpabile il conflitto tra luce e oscurità, la battaglia interiore tra bene e male, la tensione esistenziale tra ossessione e speranza, riflettendo il simbolismo universale del romanzo. La sinergia tra la recitazione intensa di Preziosi e la sonorizzazione live crea un’esperienza teatrale totale, capace di coinvolgere tutti i sensi e di toccare le corde più profonde dell’anima.
Questo prestigioso premio celebra non solo l’eccellenza artistica di Paky Di Maio, ma anche l’innovazione radicale della sua proposta sonora, che supera i limiti tradizionali della scenografia, trasformando lo spazio scenico in un’esperienza immersiva e sensoriale senza precedenti. Inaugura così una rivoluzione nell’arte teatrale, dove il suono assume un ruolo centrale e paritario rispetto all’immagine e al gesto scenico.
Il Festival Teatrale di Borgio Verezzi proseguirà fino al 14 agosto, confermandosi punto di riferimento culturale che stimola e promuove il confronto tra diverse forme espressive, celebrando talento e sperimentazione come motori essenziali dell’arte contemporanea italiana.
Nell’immagine in evidenza Paki Di Maio – Ph.Credits Luigi Cerati ©
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