Statistiche web
Skip to main content Scroll Top

Pier Glionna: il sogno del musical e la realtà del cinema

Pier Glionna: il sogno del musical e la realtà del cinema

A otto anni aveva già deciso che il suo mondo sarebbe stato fatto di luci, storie e inquadrature. Oggi, a ventisette, Pier Glionna è uno dei giovani registi più promettenti della nuova generazione: pugliese, visionario e con una passione dichiarata per i musical, ha trasformato il suo sogno in un linguaggio personale, dove ironia, emozione e realtà si incontrano.

«Avevo rubato una vecchia macchina fotografica di mio padre — racconta sorridendo — e giravo remake di video musicali con le mie amiche. Crescendo ho scoperto il musical, dove mi sentivo finalmente me stesso. Mi piaceva stare sul palco, ma ancora di più dietro le quinte. Lì ho capito che creare era la mia vera vocazione».

Pier parla con la calma di chi ha imparato a non avere fretta, ma anche con la determinazione di chi sa esattamente dove vuole arrivare. Le sue storie non sono semplici esercizi di stile, ma viaggi emotivi alla ricerca di un cambiamento: «Mi attrae scoprire i miei personaggi, entrare nella loro anima. Cerco sempre di farli evolvere, di farli attraversare da qualcosa che li trasformi. Le tematiche sociali sono parte di me, e inevitabilmente finiscono dentro ciò che racconto».

Il suo progetto più noto, Overacting, è nato da una sconfitta. «Era una giornata no. Avevo perso un lavoro su un set, Diletta Begali un callback. Ci siamo chiusi in un cinema per distrarci, ma siamo usciti ancora più tristi. Stavamo bene lì dentro, ma non era casa nostra. Così, davanti alla Fontana di Trevi, ci siamo detti: basta aspettare. Facciamo qualcosa di nostro».
Da quella scintilla è nata una serie che parla di sogni, precarietà e amore per la recitazione — e che, come confessa, «è profondamente autobiografica».

Dietro la macchina da presa, Glionna è un regista empatico, curioso, amante del confronto: «Mi piace creare un rapporto autentico con gli attori, ascoltarli, costruire insieme. La regia per me è fiducia reciproca, non imposizione».
Forse è anche per questo che, nonostante la giovane età, molti attori parlano di lui come di un direttore “di cuore”, capace di mettere tutti a proprio agio e tirare fuori il meglio.

Il suo sogno, però, va oltre. «Sì, sogno di dirigere un grande musical», ammette con un sorriso. «Sono cresciuto guardando i grandi classici, collezionando DVD, andando a teatro con mia zia. La La Land e Hairspray sono i miei preferiti. Penso che l’Italia abbia bisogno di riscoprire questo genere: abbiamo una tradizione musicale immensa, e i musical riescono a trasmettere valori e emozioni in modo diretto, universale».

Quando gli chiedo quale scena rappresenti il suo modo di fare cinema, non ha dubbi: “Il Time Warp del Rocky Horror Picture Show”.
«Amo l’eccesso, i colori, la musica, il caos. È libertà pura, e il mio cinema vuole essere proprio questo: un inno alla libertà di essere, anche quando è troppo».

Glionna appartiene a quella generazione di registi che vive tra cinema e social, tra set e reels, senza snobbare nessun linguaggio. «Amo condividere il mio lavoro. Penso che mostrare il dietro le quinte, il percorso, possa ispirare tanti giovani che hanno bisogno di crederci, o che devono ancora scoprirsi».

E il futuro? Non ha esitazioni: «Mi vedo a fare questo per tutta la vita. Sono nato per raccontare. La mia famiglia ha fatto tanti sacrifici per me, e voglio lasciare un segno, per loro e per quel bambino che, a otto anni, ha capito che il cinema sarebbe stato la sua vita».

Un sogno, certo. Ma nei sogni di Pier Glionna non c’è nulla di irraggiungibile: c’è lavoro, dedizione, e quell’ostinata leggerezza di chi sa che la vita — come un musical — si affronta ballando, anche sotto la pioggia.

Vuoi pubblicare il tuo comunicato su
Press Delivery?

Compila il modulo e richiedi la pubblicazione!

Pubblica ora

Post Correlati

Carrello
Close
Carrello
  • Nessun prodotto nel carrello.
Il tuo carrello è attualmente vuoto.
Aggiungi almeno un Piano prima di procedere al checkout.